Mentre Meloni vola a Mar a Lago per ossequiare il presidente eletto, quasi presidente, Trump, c’è un altro importante incontro a Damasco. Questi incontri hanno qualcosa in comune, si cerca di posizionarsi. Meloni, che non si era apertamente schierata con Trump, non si sa mai, ora si mostra sua fedele alleata e soprattutto sua emissaria in Europa.
A Damasco, Al-Jolani, il nuovo leader siriano, incontra i ministri degli esteri francese e tedesco, inviati per mandato dell’Unione europea e anche lui vuole posizionarsi, come moderato, come non nemico delle donne.
C’è un problema però, il tedesco non è un ministro ma una ministra, Annalena Baerbock, e il nuovo leader siriano non le stringe la mano, in base a un famoso “hadith” di Maometto (“io non stringo la mano alle donne”).
Come porci davanti a questa questione? Accettarla, come facente parte dell’espressione di una diversa cultura oppure non accettarla in quanto misogina, derivante dal considerare le donne inferiori?
Proviamo a chiederci cosa sarebbe potuto succedere al contrario: un uomo non può stringere la mano ad una donna. Ed una donna può? Cioè, una donna islamica può stringere la mano ad un uomo non islamico? Il punto è che non possiamo immaginarlo perché al momento non ci è possibile pensare che una donna, in un paese come l’Iran o la Siria o l’Afghanistan, possa essere a capo dello Stato e quindi non ci è possibile chiederci se darebbe la mano ad un ministro, maschio, di un Paese occidentale. Ed è proprio questo che mi convince che questa mancata stretta di mano è inaccettabile.
Deve impegnarsi di più, Al-Jolani, se vuole mostrare di voler segnare un cambiamento. La stretta di mano mancata è stata un’occasione mancata.

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