I pro vita nei consultori devono essere un punto di non ritorno, non possiamo più continuare a sdegnarci superficialmente e non più di tanto mentre tutti i nostri diritti, frutti delle nostre battaglie, vengono calpestati.
E dovevamo aspettarcelo. Io sarò la solita Cassandra ma li vedevo i pro vita che scalpitavano per riscuotere i crediti visto che è da anni che lavorano tranquilli ma non in silenzio per aprire la strada ad un governo che desse spazio alle loro richieste. C’è stato un patto, prima delle elezioni ed Eugenia Roccella era una delle garanti di questo patto, eletta ahimè proprio nella mia circoscrizione. Patto stabilito da anni, da quando hanno tirato fuori la bufala del gender, ma celebrato nel marzo 2019 a Verona durante il “famoso” WCF al quale parteciparono ProVita, FamilyDay, CitizenGo, Generazione Famiglia, Comitato Difendiamo i Nostri Figli. Le stesse associazioni che hanno inventato la ‘bufala del gender’. C’è bisogno che vi dica chi partecipò a quel congresso? Fra gli altri: Meloni (allora leader di Fdi, Salvini (allora Ministro), Pillon, Fontana (allora ministro), Bussetti (allora ministro), Zaia (Presidente di Regione) e Sboarina (allora sindaco di Verona).
E quest’emendamento era alla base di questo patto. Lo sappiamo bene quanto ci hanno provato le varie associazioni pro vita ad entrare negli ospedali. Era il loro sogno e nel frattempo provavano ad affiggere volantini terroristi nelle bacheche degli ospedali o fare banchetti senza permesso nei cortili. Aspettando il momento in cui avrebbero potuto non solo fare banchetti e apporre volantini ma addirittura entrare nei reparti.
La cosa che più mi fa incavolare di questo emendamento è che le donne vengono trattate come cretine cioè prima di poter abortire devono essere costrette a sentirsi uno spiegone da qualcuno. Ma credete davvero che le donne non sappiano cosa sia un aborto? Credete che non ci abbiano già pensato? Credete siano delle deficienti?
Non prevede certo l’emendamento di avere un sostegno economico reale che quello forse, se non fosse meramente formale, potrebbe anche essere utile ma si sa, per fare questo soldi non ce ne sono, forse dovevano pensarci prima di demolire gli aiuti alla maternità perché il sostegno alla maternità lo si fa con i progetti completi e reali non costringendo a non abortire delle donne che non si sentono in grado di portare avanti la gravidanza; il sostegno alla maternità lo si fa supportando e finanziando gli asili nido, sostenendo le donne lavoratrici, aiutando le giovani coppie a comprare una casa o pagare l’affitto.
Ma la cosa più irritante di tutto questo è lei, Giorgia Meloni che con quel suo tono nevrotico che continua ad avere da quando era all’opposizione o in campagna elettorale ci prende bellamente in giro dicendo che lei non vuole impedire l’aborto ma aiutare le donne che non riescono per motivi economici a portare avanti la gravidanza. Cosa che ha ripetuto proprio ieri insultando la nostra intelligenza perché ci saranno quelli che si fanno prendere in giro da lei ma noi no, io e tante altre no, noi femministe (cara Giorgia Meloni può dirlo tranquillamente femministe non pseudo femministe come dice lei) la capiamo bene la differenza tra un aiuto economico per sostenere una gravidanza e un indottrinamento fatto in situazioni di debolezza emotiva.
E comunque vorrei informare Meloni che esistono i consultori, che andrebbero sostenuti, finanziati e che hanno tra i loro compiti proprio quello di supportare le donne che devono scegliere se portare avanti una gravidanza, compiendo una scelta libera e laica, informata sì ma non manipolata come fanno le associazioni pro vita.
Meloni, Roccella, stiamo cominciando a perdere la pazienza. Anche se in realtà è già diventata molto poca da quando appena diventata Presidente del Consiglio provò a prenderci in giro con la storia che aveva rotto il soffitto di cristallo (e i cocci ci stanno arrivando addosso).
Ritirate quest’emendamento!!!

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