Sento di doverti chiedere scusa.
Cara Giulia, stiamo aspettando tanto di avere tue notizie, e continuiamo a sperare anche se c’è sempre meno spazio per la speranza.
All’inizio, ma proprio all’inizio, si temeva che fosse successo qualcosa di tragico ad entrambi, un incidente. Credo invece che in tante già dall’inizio non abbiamo pensato ad una fuga a due o ad un incidente. Una ragazza studiosa, che tiene al suo futuro, non sparisce volontariamente tre giorni prima della laurea, questo è certo. Via via che i giorni passavano si aggiungevano dettagli: vi eravate lasciati, ora eravate solo amici e compagni di studio e, questo è un dettaglio importante, lo avevi lasciato tu. Perché quando gli uomini ci lasciano e ci ‘fanno dono’ della loro amicizia non c’è pericolo, possiamo mantenere un rapporto di amicizia, non ci faranno del male perché non sono arrabbiati con noi, sono loro che hanno voluto e gestito la situazione.
Ma quando li lasciamo noi, no, sono arrabbiati e diventano pericolosi. Non necessariamente perché tengano realmente a noi ma perché il loro stupido orgoglio è stato ferito. Essere lasciate fa male, anche per le ragazze. Ma voi ragazze se lui vi lascia vi fate un bel pianto, vi sfogate con le amiche e poi ricominciate a guardare avanti. Per questo noi madri siamo quasi contente quando, in caso di rottura della relazione, è lui che la interrompe: il vostro dolore sarà più grande ma non dovrete rischiare di subire la sua rabbia.
Ai maschi invece si insegna che non devono piangere, che non sta bene mostrare il dolore, che sarebbe ridicolo mostrare la debolezza parlando con un amico, che invece di piangere possono arrabbiarsi. Ma con questo non voglio spendere solo una parola di giustificazione verso di lui eh… se le cose stanno come temiamo. Caso mai, voglio dire che non è solo lui il colpevole, che insieme alle sue ci sono le colpe di chi trasmette questi sciocchi stereotipi, di chi impedisce che venga fatto un lavoro educativo per contrastarli.
E a proposito dove sono finite le promesse del ministro sull’educazione affettiva nelle scuole (di far iniziare con l’anno scolastico attività di sostegno all’educazione affettiva e al contrasto alla violenza) fatte questa estate dopo che una simile vicenda ha coinvolto un’altra Giulia e dopo i terribili stupri di gruppo di Palermo e Caivano?
E poi nel frattempo sono emersi altri dettagli che stanno confermando la paura, tua zia ha detto che non aveva accettato che tu lo avessi lasciato, che era molto possessivo, che non era felice della tua laurea che probabilmente ti avrebbe allontanato dal paese, tua sorella ha raccontato che ti ricattava emotivamente per continuare a vederti.
Eravate iscritti allo stesso anno ma solo tu ti saresti laureata oggi: ecco un’altra cosa che spesso gli uomini non accettano: che le ragazze siano più brave, che trovino lavoro prima, che guadagnino di più. Anche questo deve sperare una madre? Che la figlia sia meno brillante del fidanzato? E poi, ancora, qualcuno ha detto di averti sentita gridare e di averti vista fatta rientrare in auto con la forza. Sono state trovate delle macchie di sangue, si teme che sia il tuo.
Sembra tutto parte di un copione già scritto, ecco perché anche se il dolore è immenso non siamo stupite. Continuiamo a sperare Giulia, chissà, magari è un diabolico piano per far passare il giorno in cui ti dovevi laureare… magari oggi ti ritroveranno, magari…
Ma intanto dobbiamo chiederti scusa. Perché abbiamo lottato affinché diventaste determinate, affinché pensaste in grande al vostro futuro, affinché compieste quegli studi una volta riservati ai maschi ma non abbiamo fatto abbastanza per proteggervi dal rancore, dalla rabbia, dalla prepotenza di chi tutto questo non lo accetta.
Non abbiamo fatto abbastanza per proteggervi dalla mentalità patriarcale, non abbiamo fatto abbastanza per combattere stereotipi sessisti, per fermare coloro che impediscono di lavorare sull’educazione affettiva, sulla pari dignità oltre che sulle pari opportunità. Eppure ci abbiamo provato ma non basta, vi abbiamo mandate allo sbaraglio, con la vostra intelligenza e bravura, con la vostra sicurezza di giovani donne autodeterminate come se potessero essere sufficienti a proteggervi.
Per questo ti chiedo scusa Giulia. Vorrei poterti dire che ci impegneremo di più, ma non è facile perché mentre le giovani donne come te vanno avanti pare che la società vada indietro. Basta leggere i social, c’è chi deride il consenso, chi butta fango anche su di te, chi dopo tre giorni dalla tua scomparsa continua a fare titoli assurdi sui giornali negando l’evidenza della non consensualità di questa scomparsa, chi deride la libertà delle donne.
Resta la speranza che ci stiamo sbagliando, che ci sia un’altra assurda spiegazione alla tua scomparsa o che, comunque siano andate le cose, tu possa tornare, laurearti, vivere la tua meravigliosa vita.
A questo link spiego meglio le nostre responsabilità: https://lapizzicallante.blog/2023/11/16/avanti-nei-diritti-indietro-nel-rispetto/

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