Cose utili
- Lavorare e permettere di lavorare sull’educazione affettiva (sin dalla prima infanzia), sentimentale e magari anche sessuale per fare prevenzione.
- Lavorare e permettere di lavorare sul contrasto agli stereotipi di genere e al sessismo.
- Creare consapevolezza ai primi episodi di violenza.
- Finanziare ulteriormente l’attività dei Centri Anti Violenza affinché possano intensificare la loro attività.
- Fare in modo che quando le donne si decidano a denunciare trovino presso le forze dell’ordine persone competenti e, se lo desiderano, di sesso femminile.
- Aumentare le case rifugio.
- Sostenere gli allontanamenti e vigilare sulla loro applicazione, divieto temporaneo di residenza, divieto di contatto.
- Fare in modo che le donne prive di mezzi abbiano un reddito su cui poter contare in attesa di trovare lavoro per poter provvedere a sé e a figli/e.
- Avere ben chiaro il quadro statistico, quindi i dati sulle varie forme di violenza contro le donne.
- Provvedere a bambini e bambine vittime di violenza assistita, sia attraverso supporto psicologico che attraverso sostegno economico per i parenti che se ne fanno carico quando la madre viene uccisa.
- Non sottovalutare violenza verbale, psicologica ed economica, ricordando che sempre queste sono preludio alla violenza fisica.
- Usare strumenti di valutazione dei rischi di recidiva (molti già esistenti)
- Usare un linguaggio che nomina le donne (e non solo quando sono vittime di violenza)
- Fornire certezza della pena.
Cose inutili
- Aumenti delle pene se non uniti ad altre misure di prevenzione.
- Prevedere la castrazione chimica, assolutamente inutile, perché elimina solo la violenza sessuale, solo per brevi periodi e può essere contrastata con altri farmaci.
- Sbaffo di rossetto mediatico il 25 novembre
- Incontri da 25 novembre con inutili proclami ma lavoro con i/le giovani tutti i giorni dell’anno.
- Manifesti con foto di donne dal volto tumefatto che tacciono sulla violenza non fisica e non servono a dare consapevolezza anzi provocano arrendevolezza.
- La maggior parte dei video, degli spot, dei messaggi mediatici perché fatti male, carichi di retorica, creati senza reale consapevolezza.
Cose controproducenti
- Brutta comunicazione contro la violenza perché fuorviante.
- Linguaggio giornalistico che banalizza, distorce, crea alibi.
- Affermazioni sulla non libertà delle donne, che le colpevolizzano e giustificano la violenza.
- Svilire il concetto di femminicidio, ridurne la portata.
- Attribuire la violenza ad alcune parti della società o ad alcune culture e religioni
- Concentrarsi solo sull’aumentare le pene perché allontana dall’obiettivo principale di eliminare la violenza

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