Questo è il mio primo articolo del 2026 su questo blog e quindi colgo l’occasione per augurare buon anno a tutti i miei lettori e tutte le mie lettrici.
Di temi di cui parlare dopo questo primo mezze mese del 2026 ce ne sarebbero tanti e lo faccio quasi quotidianamente sul mio profilo su Facebook, non sto neanche a riassumerli, per gli ultimi riinvio a Facebook. Ma c’è qualcosa di cui desidero parlare in modo più approfondito, sia perché la sua importanza è enorme dal punto di vista del rispetto dell’etica istituzionale dei nostri governanti sia perché, successa già da tre giorni, è passata un po’ in sordina.
Mi riferisco al video promozionale pro Orban, forse la cosa più imbarazzante (anche se definire la più imbarazzante di tutte è dura), in cui Meloni si è infilata negli ultimi mesi. Orban pare essere un po’ in difficoltà per le elezioni del prossimo aprile e quindi ha chiesto a membri di Governo e politici amici di vari Paesi dell’Unione Europea e non solo di partecipare ad un video di endorsement.
Nello spot elettorale di Viktor Orbán compaiono Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Accanto ai due leader italiani (solo per l’Italia ve ne sono ben due!), Milei, Netanyahu (ricercato dalla Corte penale internazionale, dal quale il Governo italiano, dopo lungo travaglio, si sarebbe almeno ufficialmente dissociato), il serbo Vucic, Alice Weidel (la tedesca a capo dell’Afd, neonazista), Marine Le Pen, Santiago Abascal.
C’era un tempo in cui i capi di Stato si rifiutavano di dire, per lo meno in modo plateale, chi avrebbero sostenuto nelle elezioni in altri Paesi. C’era un tempo in cui anche l’elettorato moderato e di destra avrebbe considerato indegne tali ingerenze, c’era un tempo in cui lo stesso elettorato moderato era fedele ai valori della Costituzione e al rispetto dei diritti, c’era un tempo in cui i ruoli istituzionali e i ruoli di capi di partito erano ben divisi, come sarebbe giusto che fosse.
Qualche anno fa fu lo stesso Orban a definire il suo modello di Governo una democrazia illiberale. Era il periodo in cui avevamo ancora fiducia, in Europa e nel mondo Occidentale, nella forza della democrazia, del rispetto dei diritti. “Stiamo costruendo uno Stato volutamente illiberale”, furono le parole di Orban. “Dobbiamo abbandonare i metodi e i principi liberali nell’organizzazione di una società”.
Già dal 2015 ha modificato la Costituzione a suo piacimento, ha opportunamente nominato i nuovi giudici della Corte Suprema, ha emanato nuove leggi sull’informazioni, ha ridisegnato a suo favore i distretti elettorali. Ha attaccato le ONG, considerate “cimici”, negli anni successivi vietato il Pride, emanato leggi sull’educazione. Le dichiarazioni di Orban 10 anni fa ci sconvolsero, ma credevamo che il mondo Occidentale, UE ed USA in testa, avessero anticorpi abbastanza forti contro il totalitarismo. Oggi, temiamo che non sia più così.
Buffo poi come questi sedicenti sovranisti abbandonino così in fretta il loro sovranismo per fare endorsement ad altri sovranisti.
Altrettanto buffo che i sedicenti moderati non vedano nella riforma Nordio, che ci apprestiamo a votare con il referendum confermativo, una ispirazione, un modello, che tende ad aumentare il controllo sulla magistrature e a rendere il potere giudiziario subordinato, come in Ungheria, al potere politico.
E ancora buon anno a tutte e tutti!

Lascia un commento