Balli e saltelli

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Stamattina, dopo aver visto il video di Meloni, Taiani e altri leader del centrodestra al termine dell’incontro elettorale a favore del candidato alle elezioni regionali campane che saltavano, cantando “chi non salta è comunista”, ho messo di impulso un post su Facebook.

Nel post, dicevo che trovavo quel balletto vergognoso e degradante, che Meloni e compagni mi sembravano degli adolescenti bulletti e che comprendo perché contrastano l’educazione al rispetto a scuola: il rispetto non sanno neanche cosa sia.

Nel giro di poche ore, però, mi sono trovata a partecipare a molte altre discussioni su questo balletto saltellante e si è intensificata la discussione anche sotto il mio post, nei commenti del quale sono intervenute anche molte persone che non conoscevo.

Dunque, parlando, ho avuto modo di mettere a fuoco e quindi esprimere meglio il mio pensiero e voglio riprendere qui alcuni punti.

Intanto mi voglio togliere davanti tutti quelli che hanno commentato, dicendo frasi del tipo: e allora Schlein che ballava al pride? E, per quanto mi risulti incredibile che ci sia gente che paragona queste due cose, ho replicato. Innanzitutto, non ho assolutamente niente contro il ballare. Anzi, è tristissimo che ci siano uomini e donne che in alcuni paesi, se lo fanno, rischiano la morte. Nè ho avuto niente in particolare contro la stessa Presidente del Consiglio che, alla fine del G7 in Puglia, improvvisò dei passi di pizzica. Perché il punto non è che una presidente del consiglio non possa ballare, nel caso del G7 si trattava di una serata festosa e la danza era un omaggio alla terra che li ospitava. E poi, soprattutto, una cosa è “ballare con”, altra invece è “ballare contro”, o meglio saltellare contro, perché in questo caso si tratta di bullismo, che è gravissimo, se è svolto da una persona che ricopre un così importante ruolo istituzionale e che dovrebbe rappresentare tutta la popolazione italiana. E con questo credo di aver risposto a chi fa questo sciocco paragone.

Un paragone, però, verrebbe a me, voglia di farlo. Quando ho visto lo strano balletto saltellante di Meloni, ho pensato a quello di qualche giorno fa di Elon Musk che festeggiava di essere diventato teramiliardario ballando con un robot. Quasi raccapricciante allo stesso modo!

Ma il punto più importante, anche questo gravissimo per una persona che nel suo incarico istituzionale dovrebbe rappresentare tutta la popolazione e non solo il suo elettorato, è la derisione dell’essere comunisti. Come se comunista fosse il contrario di fascista. Come se i comunisti non avessero preso parte alla Resistenza e liberato l’Italia dal nazifascismo. Come se non si dovessero al partito comunista italiano tante conquiste per lavoratrici e lavoratori, come se non dovessimo anche ai costituenti del partito comunista la nostra Costituzione.

Come se in Italia fosse illegale essere comunisti così come lo è essere fascisti.

Inevitabilmente il pensiero va ad Enrico Berlinguer, che ha dato talmente tanto al nostro Paese da morirci, su di un palco, dove loro saltellano.

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