Pochi giorni fa, mentre si esultava per l’approvazione alla Camera del consenso libero e attuale (inserito nel disegno di legge per la modifica dell’art. 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale) io ho dichiarato che non credevo che sarebbe diventato legge.
E infatti ieri, 25 novembre, giorno dedicato al contrasto alla violenza contro le donne, l’emendamento, che avrebbe dovuto essere l’unico provvedimento legislativo bipartisan di questa legislazione, sancito da un accordo tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, è stato affossato al Senato. In particolare, pare sia stato affossato dalla Lega. La spiegazione che pare più ovvia a chi commenta i fatti politici guardando più ai giochi della politica che al sessismo è che sia un gioco della Lega per rimarcare il suo successo alle regionali in Veneto rispetto al partito della Presidente del Consiglio, ma il motivo reale è che quell’emendamento non piace affatto alla base elettorale della Lega, al mondo giornalistico che ruota intorno alla Lega e soprattutto non piace alla Lega. In realtà non credo piaccia neanche a molti Fratelli, ma ormai abbiamo imparato a capire che è intorno alla Lega. che ruota il nocciolo duro del sessismo e della misoginia, con Salvini ormai in gara al ribasso con Vannacci.
Durante lo stesso pomeriggio però veniva approvato il Ddl sul femminicidio, dunque, ad una lettura superficiale, si potrebbe pensare che il contrasto alla violenza contro le donne gli stia a cuore e che approveranno anche l’altro. Ma sono due provvedimenti radicalmente diversi: il primo riguarda soprattutto le pene a violenze compiute, il secondo riguarda la prevenzione. Il primo non serve ad evitare che meno donne vengano uccise, il secondo servirebbe ad evitare che meno donne venissero violentate. Il primo non attenta alla libertà maschile, il secondo sì. Dare una dura pena ad un femminicida però non ci salva la vita, non è un deterrente, non agisce quindi sulla prevenzione perché il femminicidio non è un reato meditato, la pena forte è necessaria ma non è sufficiente.
Più o meno tutto quel che questo Governo ha fatto contro la violenza contro le donne è nell’ottica della punizione o del dopo reato, mentre tutto ciò che riguarda la prevenzione viene osteggiato ed è questo ciò che chiede la base elettorale della destra. I commenti negativi (esclusi quelli dei derisori) sui social alle manifestazioni di ieri erano dello stesso tono: “sbatteteli in galera”, “ci vuole l’ergastolo”, “a che serve manifestare occorre punire”. Basta leggerli, per capire come fare felice l’elettorato: sbattiamo in galera a vita chi uccide una donna e avremo risolto tutto!
Invece tutto quello che viene prima non ha importanza: violenze sessuali, fisiche, verbali, economiche, psicologiche, coercizioni, molestie, revenge porn, derisione sarebbero tutte cose “secondarie” ed accanirvisi troppo turba quelli del non si può dire più niente, non si può fare più niente, ribellatevi a queste “boldrinate”, per fare sesso dovrai portarti un registratore, potremo solo andare a lucciole… e così via! Io che ho l’abitudine di andare a rovistare nel fango sono giorni che leggo questi ed altri commenti irripetibili. Dunque mai ho pensato che tale emendamento potesse essere approvato in questi termini.
Forse lo modificheranno, come dice Bongiorno, forse lo renderanno più lieve, forse lo manderanno allo sbaraglio in Senato e si vedrà che succederà ma io non credo che verrà approvato nei termini in cui è stato previsto perché non hanno proprio bisogno al momento di un tema così divisivo con il referendum sulla giustizia alle porte e le elezioni politiche non così lontane; ma hanno bisogno di quello scudo di sessismo e misoginia che anzi, solleticano e supportano con le dichiarazioni dei ministri: Valditara e il patriarcato che non esiste, Roccella e i ringraziamenti per non essere state uccise, Nordio e il DNA…
Ma Piantedosi ieri ci ha regalato un francobollo! Per sensibilizzare… un francobollo! Che ne facciamo, poi, lo inseriamo come allegato ad una mail?
Ma poi che francobollo! Una donna con lo sguardo basso e i segni di violenza sul volto, e la frase questo non è amore! Insomma, tutto ciò che da anni diciamo che non funziona: rappresentare la remissione e l’arrendevolezza che non aiutano affatto la consapevolezza, rappresentare i segni della violenza che parlano solo di violenza fisica (che viene sempre dopo quella verbale!), continuare ad associare la violenza all’amore che è fuorviante!
Insomma, quel che sanno fare è solo alimentare la fiera degli stereotipi da 25 novembre, possiamo mai pensare in modo realistico al consenso?

Lascia un commento