Landini, Meloni e il sessismo: un dibattito necessario

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Il tema del giorno è la frase che Landini ha rivolto a Meloni: “Si è limitata a fare la cortigiana di Trump senza muovere un dito“. Dopodiché è scoppiato il caos, la destra e Meloni in primis hanno accusato Landini di sessismo e anche da sinistra e dal femminismo sono arrivate critiche al segretario della CGIL.

Prima di entrare nel merito sono necessarie due considerazioni. La prima è che è una scoperta straordinaria renderci conto che per Meloni esiste il sessismo visto che è a capo di un partito e una coalizione che hanno nel sessismo il loro pane quotidiano. Sa cosa sia il sessismo quando permette che venga eliminato il divieto di pubblicità sessiste nella cartellonistica stradale? Sa cosa sia il sessismo quando limita l’educazione al genere nelle scuole superiori sottoponendola al consenso delle famiglie e la vieta nei gradi scolastici inferiori?

La seconda considerazione preliminare è che noi che il contrasto al sessismo lo pratichiamo davvero, tutti i giorni, e lo riscontriamo quotidianamente sulla nostra pelle, da ieri sera ci stiamo interrogando, ne stiamo discutendo motivando il nostro punto di vista; la cosa più importante infatti è che non siamo rimaste in silenzio. Ed è davvero doloroso che quelli che quotidianamente ci deridono o fanno battute davvero pesanti sulle politiche ma anche sulle donne della strada ora si travestano da anti sessisti. Non ho usato a caso la locuzione “donne della strada” perché è una locuzione che come tante altre espressioni si presta ahimè ad un doppio significato. Noi donne siamo state letteralmente private di parole perché è stato stravolto il loro significato fino al punto che il significato originario si è perduto. Sarebbe bello riappropriarcene, sarebbe bello che “uomo della strada” e “donna della strada” fossero sinonimi.

Ma veniamo alla parola cortigiana. In questo caso potremmo trovare ben tre significati. Il primo è assolutamente neutro in quanto non contiene una valenza giudicativa: è una donna che vive nella corte di un sovrano. Il secondo ha una certa connotazione negativa perché indica una donna che alla corte del sovrano ha un certo comportamento, in genere servile ed ossequioso, per mettersi in luce, per acquisire potere. Entrambi questi due significati sono abbastanza equivalenti al maschile. Poi c’è il terzo, a seguito del quale cortigiana è uno dei moltissimi sinonimi di prostituta, e non ha l’equivalente maschile. Ebbene, secondo me è molto chiaro che Landini ha usato il termine nel secondo significato cioè per l’atteggiamento servile e compiacente che Meloni ha verso Trump e che ha permesso a lui di servirsene qualche giorno fa in Egitto per fare il siparietto di farle i complimenti ricordando che altre donne non avrebbero accettato quel ruolo ma lei sì, relegandola poi in fondo nella foto, coprendola con il suo corpo mentre le parlava e ricordandole che lei era lei perché lo aveva chiesto (e non perché ci fosse una reale motivazione). Non è comportamento da cortigiana nel secondo significato? Un po’ come quando Salvini fa il cortigiano di Netanyahu! Insomma cortigiani e cortigiane solo coloro che assentono, non fiatano ed ubbidiscono al sovrano. E ce ne sono tanti e tante!

Certo, non era un complimento. Come non erano complimenti quelli che ha rivolto Meloni alla CGIL nei giorni scorsi. Era sessista? Secondo me no, perché era chiaramente da intendere nel secondo significato della parola.

Però questa parola ha scatenato proteste anche a sinistra e nel femminismo. Ed è su queste che voglio argomentare perché quelle dei meloniani non mi interessano minimamente in quanto il sessismo lo praticano quotidianamente senza farsi alcuno scrupolo.

Abbiamo paura di non essere abbastanza antisessiste quando c’è di mezzo Meloni?

Abbiamo paura di rendere chiaro che il linguaggio misogino e sessista non lo abbiamo inventato noi ma lo abbiamo subito?

Abbiamo paura di far capire a questa gente misogina che se vuoi la libertà di praticare il sessismo poi non puoi, una volta che ti fa comodo, ribellarti perché consideri qualcosa sessista, secondo un metro di valutazione che peraltro non hai mai condiviso?

Abbiamo paura di mettere in luce che si contrasta il sessismo non solo quando ti colpisce? Non ricordo che Meloni abbia protestato per gli insulti che le rivolgeva Berlusconi o quando lo stesso Berlusconi insultava altre donne. Angela Merkel ad esempio, che definì una culona inchiavabile.

Abbiamo paura di ricordare che è ridicolo che si senta colpita da sessismo una donna che si nomina al maschile? Certo, se Landini avesse avuto l’arguzia di definirla cortigiano con la o sarebbe stato geniale ma al contempo non sarebbe venuto fuori l’interessantissimo dibattito sul doppio significato di parole al maschile e al femminile… proprio da quelli che lo negano!

Ed è importante questo corto circuito: negano il sessismo, lo considerano woke, però guarda caso proprio quelli ai quali non gliene frega niente del sessismo, del contrasto alle pubblicità sessiste, dell’educazione di genere adesso vorrebbero fare la lezione dando alla parola il significato che ahimè sono stati proprio loro a significare!

Eh no miei cari e mia cara, questa merda di linguaggio sessista per cui le parole al femminile cambiano significato siete stati voi a volerla!

Abbiamo paura di dire che il contrasto al sessismo va praticato tutti i giorni, con le parole ma soprattutto con i fatti, cosa che una PdC ha il potere per attuare. Sarebbe bastato che avesse detto una sola mezza parola in ricordo della povera Pamela Gemini, per darsi un minimo di diritto a parlare di sessismo. E intendo, di parlarne… Non di dire di esserne vittima!

E guardate, io sono assolutamente consapevole che il sessismo sia diffusissimo anche a sinistra, ne ho parlato abbondantemente anche nei due libri che ho scritto: E fattela una risata e 2024. Anche se si tratta di casi e non di un uso costante, consapevole, voluto da parte di sindaci, deputati ed esponenti politici di vario livello.

Per gli esempi, basta consultare i due libri che ho scritto.

Ancora una considerazione: proviamo a immaginare, se un uomo di destra avesse detto cortigiana a una donna di sinistra che ci può anche stare, perché ce ne sono ce ne sono state tante di donne di sinistra che fanno le cortigiane al capetto, e immaginate che noi avessimo protestato… Quante ce ne avrebbero detto dietro, cominciando dall’accusa di essere woke!!! Non prestiamoci alle loro manipolazioni. Come quella sull’odio dopo che per decenni hanno riversato odio…

Il sessismo è una cosa seria, non una bandiera da agitare. Altrettanto seria del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di scioperare.

Consiglio a Meloni di arricchire il suo vocabolario che al momento si basa più che altro su quello che usano i suoi proseliti e hanno usato i suoi maestri! E cominci a tacciare di sessismo i suoi, quando necessario, visto che dice che ha rotto il soffitto di cristallo! E si renda conto che permettere le pubblicità sessiste, negare l’educazione al genere equivale a dire che il sessismo non esiste: un cortocircuito!

Una risposta a “Landini, Meloni e il sessismo: un dibattito necessario”

  1. Avatar
    Anonimo

    Magnifica sintesi. Condivido tutto.

    "Mi piace"

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