La vicenda che ha visto coinvolti Gennaro Sangiuliano e Maria Rosaria Boccia si è prestata e continua a prestarsi a diversi spunti di riflessione.
Non è solo gossip insomma. Tentare di archiviarla come gossip sarebbe un grosso errore perché si tratta di una vicenda importante sotto molti profili e io penso che ancora molto debba venire fuori, non per quanto riguarda la sfera privata, che non mi interessa, ma per quanto riguarda quella pubblica. Potremmo dire che anche in questo caso Il personale è politico.
Premetto che non voglio assolutamente difendere Boccia, non ne ho stima, non mi rappresenta, né come donna né in generale come persona ma non ci sto a farne il capro espiatorio di una vicenda che sta segnando in modo significativo alcuni membri del Governo. Vicenda che però ha evidenziato alcuni aspetti molto interessanti da diversi punti di vista.
Innanzitutto, trovo molto triste che io abbia dovuto specificare, e molte altre donne hanno dovuto farlo, che non mi rappresenta. Forse gli uomini hanno dovuto specificare che Sangiuliano non li rappresenta? Certo che no, non è necessario. Un po’ come quando si dice che le donne sono nemiche delle donne ma non si dice mai che gli uomini sono nemici degli uomini… come se le donne fossero una specie protetta all’interno della quale debba esserci sempre solidarietà.
L’altro aspetto è che secondo gran parte dell’opinione pubblica se una donna e un uomo sbagliano o fanno cose biasimabili o addirittura cose per cui si configura un reato si tende a metterli sullo stesso piano anche se il ruolo dell’uomo è di maggior prestigio, anche se questo ruolo imporrebbe a lui un comportamento maggiormente etico, anche se lui rappresenta come ministro tutta la cittadinanza, anche se verso di lui sono già partite delle indagini, anche se lui ha usato la tv pubblica per raccontare la sua versione in modo del tutto unilaterale (cosa che a lei, non dimentichiamolo, a Cartabianca non è stata concessa). Anzi, al contrario, non sono neanche stati messi sullo stesso piano, perché ora si sta cercando di attribuire a lei tutte le colpe.
Mi viene voglia anche di scomodare l’eterno dualismo della donna leggera e dell’uomo cacciatore. Ricordiamo il sindaco Terni? Quel Bandecchi che ha detto che qualsiasi uomo normale guarda il c… di una donna e ci prova? Ebbene anche Sangiuliano è stato da tanti perdonato perché è un uomo e ci ha provato (che poi sia riuscito non sappiamo, ma sono fatti suoi). Ma la stessa cosa a una donna non si perdona. Proviamo a immaginare parti invertite: che so, la ministra Santanchè (cui ci sarebbe tanto di altro da perdonare) che si fa usare da un audace bel giovanotto… qualcuno direbbe di lui che è un uomo leggero? Si cercherebbe di dare a lui tutte le colpe?
C’è poi qualcos’altro che è stato poco evidenziato: il fatto che Sangiuliano, quando il loro idillio/collaborazione stava finendo, le abbia detto che nessuno avrebbe creduto a lei ma tutti avrebbero creduto a lui perché è un ministro ma soprattutto un uomo. Ma lei non c’è stata, non è stata zitta, ha mostrato che il re è nudo. A suo modo è una vittima in questa vicenda, ma ne esce come il carnefice, con lui che torna in RAI, ritira il telefonino aziendale e se ne va in ferie a recuperare la serenità prima di tornare a fare il direttore di quella rete che ha usato a piene mani, mentre lei sta già perdendo follower e presto tornerà nell’ombra.
Ripeto, Boccia non mi rappresenta e non ne ho stima, ma perché devo sentirmi costretta a sottolinearlo?

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