2 giugno, nasce la Repubblica

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Ieri è stato pubblicato un bellissimo articolo di Valentina Conte e Maria Novella De Luca su Repubblica in cui si parla di tutti i diritti minati per le donne nell’epoca del governo Meloni, nell’epoca della prima premier.

L’articolo fa un’attenta ed importante disamina su tutto quello che il governo Meloni ha disatteso o non ha fatto per le donne, ne consiglio assolutamente la lettura e qui lascio il link:

Aborto, welfare e pensioni, i diritti minati dalla destra. Così la prima premier ha tradito le donne – la Repubblica

https://www.repubblica.it/cronaca/2024/06/01/news/pensioni_lavoro_aborto_diritti_donne_governo_meloni-423142293/?ref=RHLF-BG-P1-S1-T1

Ma, secondo me, un aspetto altrettanto grave dell’assenza di attenzione di Meloni verso i temi che riguardano le donne è quello del disinteresse verso il tema della violenza e dei femminicidi.

Lei che ha un dossier su tutto, non credo che abbia un dossier sulla violenza contro le donne e neanche un capitoletto in un dossier ne parla di più temi, neanche insomma un piccolo appunto a margine.

Mai sentiamo una sua parola quando la cronaca ci racconta l’ennesimo orrore che ci sconvolge, che si tratti di una giovane donna che viene buttata giù da un cavalcavia oppure di una giovanissima che si suicida dopo una violenza carnale che l’aveva sconvolta ed umiliata. Voglio dire proprio così, violenza carnale come si usava dire qualche decennio fa, prima che questa espressione fosse sostituita da violenza sessuale che, secondo me, pur nell’abominio che rappresenta, è un’espressione più lieve, quasi più edulcorata di violenza carnale.

Il tema non le interessa e non vuol far vedere che le interessa.

In questi giorni è stato riproposto un mio articolo scritto per il 2 giugno 2019, sono passati cinque anni e mentre oggi siamo alla vigilia delle elezioni europee, cinque anni fa avevamo appena votato, da pochi giorni. Ed ecco cosa scrivevo: “Non possiamo tacere dell’esito del voto del 26 maggio alle elezioni europee. Per ora in Europa la democrazia rimane solida nonostante l’avanzata dei sovranisti in alcuni Stati Membri ma il rischio che la democrazia in Italia venga meno è fortissimo e dobbiamo essere consapevoli che prima di tutto sono i diritti delle donne ad essere a rischio. Nazionalismo, populismo, sovranismo portano con sé sessismo e misoginia, se non era ancora chiaro a tutte lo ha ben chiarito il Convegno di Verona di fine marzo. Chi ci definisce “nazifemministe”, chi invoca un ritorno ai ruoli familiari del passato, chi fa propaganda per considerare l’aborto un omicidio o un atto più grave di uno stupro, chi considera “subnormali” le donne che non fanno figli, chi nega la violenza contro le donne o addirittura dice che la violenza domestica ha le chiavi di casa e porta i tacchi a spillo, chi considera la famiglia un “fatto sociale”, chi auspica la riapertura delle “case chiuse”. Avrebbero mai potuto immaginare le Madri Costituenti questo pericoloso ritorno indietro?”

Ma se i sovranisti e le destre estreme 5 anni fa avevano cominciato ad avanzare, adesso si rischia che diventino ancora più forti. I diritti che 5 anni fa vedevamo in pericolo oggi sono sotto attacco. E mi chiedo cosa dovremo dire fra 5 anni!

Elezioni che 5 anni fa hanno preceduto il 2 giugno e quest’anno lo seguono. Una data importante, il 2 giugno, per tanti motivi. Non ultimo perché è stato un momento emblematico per il cambio di ruolo delle donne, nella politica come nella società come nella famiglia.

La Repubblica ha sostenuto le donne nel loro cammino per le pari opportunità e le donne hanno aiutato la Repubblica a nascere, con il loro primo voto.

E la Repubblica deve oggi il suo rimanere democratica alle donne, sia per la difesa dei propri diritti che di quelli di tutti e tutte, e potrà rimanere tale se si contrasteranno con decisione i passi indietro sui diritti delle donne. Ricordi Meloni anche che se lei è lì lì è perché ci sono donne che si sono battute perché potesse esserci. E difendere la libertà delle donne vuol dire anche contrastare in modo deciso violenza e femminicidi.

Buon 2 giugno a tutte e tutti!

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