Riprendo un mio articolo del 2018 sulla violenza nella musica trap e rap.
Ok, siamo stati nutriti tutti e tutte di musica trasgressiva e a volte misogina e sessista.
Abbiamo ascoltato musica con testi violenti o anche solo melensi che riportavano una immagine idiota delle donne a base di fiore-cuore-amore. Abbiamo anche ascoltato però musica con bei testi. E a volte ci piaceva la musica e i testi neanche li conoscevamo perché 40-50 anni fa non sapevamo bene l’inglese. E c’è voluta anche la musica di rottura per andare avanti… ma è questo il caso? Davvero vogliamo paragonare Jim Morrison e Freddy Mercury a Skioffi o Vasco Rossi a Sfera Ebbasta e Junior Cally ?
Trasgressione e femminicidio sono la stessa cosa?
Vi invito a leggere il testo di Yolandi, brano del rapper Skioffi e se non è sufficiente c’è il video, in cui viene compiuto un femminicidio. Di che stiamo a discutere? Aggiungo, e non è poco rilevante, che questi cantanti sono amati da bambine e bambini dai 10-11 anni. In un Paese in cui si mettono all’indice libri che parlano di diversità e di emozioni, in cui si mettono al bando questionari contro il bullismo perché è incluso anche quello omofobico, in cui addirittura si fanno progetti per consolidare gli stereotipi di genere, dobbiamo accettare che bambine e bambini ascoltino questa musica senza perlomeno esprimere un punto di vista? Bisogna chiedere diecimila permessi e autorizzazioni per parlare a bambine e bambini di affettività e contrasto agli stereotipi e poi dobbiamo accettare tutto questo in nome del non essere moralisti/e? E nel frattempo come possiamo incavolarci per gli insulti atroci scatenati dal ministro dell’interno verso due ragazzine che vanno in piazza a protestare per una società più giusta, più egualitaria, più accogliente? (ndr Ministro Salvini, 2018)
Ok la musica sessista c’è sempre stata ma c’è sempre stato un femminicidio, e a volte figlicidio, ogni 72 ore? Tante cose ci sono sempre state ma non per questo dobbiamo continuare ad accettarle! Solo poche decine di anni fa c’erano il matrimonio riparatore, lo stupro era un delitto contro la morale, le donne non potevano fare le magistrate, il padre era il capo famiglia!
E poi bisognerebbe stabilire una differenza fra trasgressione in generale e violenza sessista. E narrare in una canzone un femminicidio, oggi, non è trasgressione. E comunque la trasgressione passa per il proprio corpo non per quello altrui, come facevano tanti dei cantanti trasgressivi delle precedenti generazioni.
La musica trasgressiva ha spesso esaltato l’uso di droghe ma la droga è un tema su cui si parla in continuazione e su cui vi è comunque un contrasto sociale e culturale forte, innegabile. Non è così per il sessismo. Non vediamo per le nostre strade manifesti che invitano all’uso di droghe ma ne vediamo che mostrano il corpo femminile come un oggetto.
Attenzione, la colpa non è dei bambini e delle bambine che ascoltano questa robaccia. E non è facile neanche darla ai genitori. Cosa può fare un genitore contro corrente, che da solo cerca di far ragionare suo/a figlio/a? Non ho ricette purtroppo, non ho soluzioni ma non possiamo cavarcela dicendo che gli adulti hanno sempre condannato la musica dei giovani.
E se aggiungiamo questa musica al delirio emotivo che stiamo vivendo, al razzismo, alla negazione della violenza contro le donne, al giornalismo che ci racconta che il femminicida era una brava persona io penso che due domande su questa musica e queste canzoni ce le dobbiamo fare. Non per fare censura, la censura non ha mai funzionato e di certo non la auspico. Ma per rifletterci con loro, per discuterne.
Altre riflessioni: io faccio l’editrice, pubblicando libri per bambini e bambine, ragazze e ragazzi.
Mi sarebbe stato consentito pubblicare libri per bambini e bambine in cui si inneggia alla violenza? Non dobbiamo forse stare attenti noi editrici ed editori, autrici e autori a ogni singola parola che pubblichiamo? E tutto questo nonostante un libro sarà letto, in media, per bene che vada, da non più di qualche migliaia di giovani?
Qualcuno dice, ma “sulle parole delle canzoni neanche ci riflettono, amano il ritmo“. Però, quando ho fatto la ricerca su Skioffi mi sono presa un po’ di tempo per leggere i commenti ai commenti sotto i video, su YouTube. Ed era chiaro che non è vero che quelle canzoni piacciono indipendentemente dai testi, solo per il ritmo, per la musica. No, nei commenti c’era l’approvazione incondizionata per i messaggi violenti e sessisti contenuti in quelle canzoni. L’idolo era tale perché diceva “quelle” cose e non altre.
E comunque non mi pare che la generazione cresciuta anche con
E adesso siediti
Su quella seggiola
Stavolta ascoltami
Senza interrompere
Sia cresciuta molto bene in tema di rispetto verso le donne!

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