Le donne nemiche delle donne? No!

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Detesto la frase ‘le donne sono le peggiori nemiche delle donne’, anche perché non ho mai sentito dire la frase “gli uomini sono i peggiori nemici degli uomini”.
Non si direbbe mai l’equivalente maschile per tanti motivi. Ad esempio perché i comportamenti e i giudizi espressi dagli uomini non sono continuamente sotto la lente d’ingrandimento ma soprattutto perché è notorio che da sempre ci sono uomini nemici di uomini ma pare che questa cosa non meravigli nessuno e non sia stigmatizzata da nessuno, anzi sia perfettamente normale.
D’altra parte la frase al maschile non avrebbe avuto senso visto che per millenni gli uomini se la sono suonata e cantata. Però non appena le donne hanno cominciato a prendere parola è venuto fuori questo pensiero. Non è un caso che nel continuo parlare un linguaggio che nomina quasi sempre solo il maschile, quando si nomina solo il femminile lo si faccia per esprimere concetti sessisti, come questo, o per riportare a ruoli tradizionalmente femminili.
Ancora, questa frase non mi piace perché mi fa sentire una specie protetta, come se fossimo poche e quindi dovessimo salvaguardarci a vicenda. Ehi, siamo tante, siam più della metà… vale la pena ricordarcelo ogni tanto!
Poi, è una frase che incide sulla mia libertà di dire e pensare come voglio. Perché la libertà di una donna deve sempre essere limitata?, perché io, in quanto donna, non dovrei per principio mettermi in discussione con altre donne?

La frase ‘le donne sono le peggiori nemiche delle donne’ si accompagna spesso ad un’altra frase: “Ho fatto tante cose per le donne”. Ed ecco che ritorna una situazione in cui il femminile è inutile ed è usato in modo sessista, come per attribuirsi una patente che possa magari dare una specie di bonus e autorizzare a fare anche qualcosa contro le donne.

Mi è tornata in mente questa frase ieri dopo che ho letto che Nunzia De Girolamo ha accusato di maschilismo chi si è espressa/o contro la sua intervista ad Asia, vittima dello stupro di Palermo. No cara De Girolamo non ce l’abbiamo con te in quanto sei donna ma perché hai condotto un’intervista terribile, senza competenze, volta a spettacolarizzare, rivittimizzare la vittima ed alimentare la cultura dello stupro.

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